Oggi a Genova 

Investito due volte sulle strisce ad Albaro. Dopo quasi due mesi di ricovero muore Filippo Furitano, ora l’inchiesta cambia passo

L’anziano, travolto in piazza Leonardo Da Vinci e finito sotto una seconda auto, è deceduto mercoledì 4 febbraio al San Martino: entrambi i conducenti sono indagati per omicidio stradale, con accertamenti affidati al nucleo Infortunistica della polizia locale

Si è spento mercoledì 4 febbraio, alle 16, nel reparto di Medicina interna dell’ospedale San Martino dove era ricoverato dal 9 dicembre, Filippo Furitano, l’uomo rimasto vittima del drammatico investimento “doppio” avvenuto in piazza Leonardo Da Vinci, nel quartiere di Albaro. Avrebbe compiuto 80 anni il mese prossimo. La sua morte, arrivata dopo settimane di ospedale e un lungo percorso clinico, riporta sotto i riflettori una vicenda che aveva scosso la città per la dinamica rarissima e per quel primo impatto seguito dalla fuga.

Tutto era iniziato nel tardo pomeriggio del 9 dicembre, quando Filippo Furitano stava attraversando sulle strisce: secondo la ricostruzione, un suv lo ha urtato e ha proseguito senza fermarsi, lasciandolo a terra; pochi istanti dopo una seconda vettura, sopraggiunta in quel frangente, non è riuscita a evitare il corpo sull’asfalto e lo ha investito nuovamente. Sul posto erano intervenuti i soccorsi e i vigili del fuoco, chiamati anche per liberare l’uomo rimasto incastrato sotto il mezzo, prima del trasporto in ospedale in condizioni gravissime.

Le indagini, fin dalle prime ore, si erano concentrate soprattutto sul primo veicolo, quello che non si era fermato. Il giorno successivo, dopo sopralluoghi e verifiche, la polizia locale del reparto Sicurezza Stradale è risalita all’auto ritenuta compatibile con l’investimento, una Dacia Sandero individuata e sequestrata in corso Italia, con ulteriori accertamenti tecnici e riscontri sui segni di urto. L’attività investigativa è stata seguita dal nucleo Infortunistica del reparto Sicurezza Stradale, guidato dal primo commissario Roberto Rogna.

Ora, con il decesso di Filippo Furitano, la vicenda entra in una fase ancora più delicata: entrambi i conducenti delle auto risultano indagati per omicidio stradale e gli investigatori dovranno ricostruire in modo puntuale la catena degli eventi, le velocità, le posizioni dei veicoli, i margini di evitabilità e ogni elemento utile a chiarire responsabilità e nessi causali.


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